Questa festa nacque a Gerusalemme, nell’anniversario della dedicazione, avvenuta il 14 settembre 335, delle due basiliche fatte edificare da Costantino, l’una sul Golgota (ad Martyrium), l’altra presso il santo Sepolcro (Anastasis), anche a seguito del ritrovamento delle reliquie della croce da parte di Elena, madre dell’imperatore. La croce, già strumento del più terribile fra i supplizi, che Costantino nel 320 proibì di usare, per il cristiano è l’albero della vita, il talamo, il trono, l’altare della Nuova Alleanza: dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce, è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a lui nella morte e nella gloria (cf. Rm 6,5).

Signore Gesù,
aiutaci a vedere nella Tua Croce
tutte le croci del mondo:
la croce delle persone affamate
di pane e di amore;
la croce delle persone sole e abbandonate
perfino dai propri figli e parenti;
la croce delle persone assetate
di giustizia e di pace;
la croce delle persone che non hanno
il conforto della fede;
la croce degli anziani che si trascinano
sotto il peso degli anni e della solitudine;
la croce dei migranti che trovano le porte chiuse
a causa della paura e dei cuori blindati dai calcoli politici;
la croce dei piccoli,
feriti nella loro innocenza e nella loro purezza;
la croce dell’umanità che vaga
nel buio dell’incertezza
e nell’oscurità della cultura del momentaneo;
la croce delle famiglie spezzate dal tradimento,
dalle seduzioni del maligno
o dall’omicida leggerezza e dall’egoismo;
la croce dei consacrati che cercano instancabilmente
di portare la Tua luce nel mondo
e si sentono rifiutati, derisi e umiliati;
la croce dei consacrati che, strada facendo,
hanno dimenticato il loro primo amore;
la croce dei tuoi figli che,
credendo in Te e cercando di vivere secondo la Tua parola,
si trovano emarginati e scartati
perfino dai loro famigliari e dai loro coetanei;
la croce delle nostre debolezze,
delle nostre ipocrisie, dei nostri tradimenti,
dei nostri peccati e delle nostre numerose promesse infrante;
la croce della Tua Chiesa che, fedele al Tuo Vangelo,
fatica a portare il Tuo amore perfino tra gli stessi battezzati;
la croce della Chiesa, la Tua sposa,
che si sente assalita continuamente
dall’interno e dall’esterno;
la croce della nostra casa comune
che appassisce seriamente sotto i nostri occhi egoistici
e accecati dall’avidità e dal potere.
Signore Gesù, ravviva in noi
la speranza della risurrezione
e della Tua definitiva vittoria
contro ogni male e ogni morte.
Amen!
Papa Francesco, Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo, 19 aprile 2019